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Psicoterapia online (File PDF - 100 Kb) COMPRA IL VOLUME ON-LINE con IBS.it
L'obesità è una vera epidemia, come recentemente mostrato dagli ultimi dati americani. Tuttavia, la maggior parte delle considerazioni legate a questo disturbo sono semplicistiche e legate più al sintomo - l'aumento di peso - che alle cause. Tuttavia, limitarsi a cercare di perdere peso senza lavorare sulle cause dell'obesità aumenta drasticamente la possibilità di fallimento: la più recente ricerca sull'efficacia a lungo termine della dieta come trattamento dell'obesità sottolinea come questa non sia efficace nell'85% dei casi. Può essere interessante al proposito l'esperienza di un obeso eccellente - Giuliano Ferrara - raccontata da lui stesso su Panorama. Proprio per questo motivo la cura dell’obesità richiede percorsi diagnostici e terapeutici che tengano conto della complessità delle cause di questa patologia, delle numerose complicanze associate e della sua rilevanza psicosociale. A questo proposito Lo studio e la cura dell’obesità sono dunque il luogo privilegiato dell’integrazione tra competenze mediche e psicologiche, tra corpo e mente, che vuole essere l'obiettivo finale del volume. Dopo aver passato in rassegna gli studi sulle rappresentazioni corporee, sulla qualità della vita e sugli atteggiamenti nei confronti dell’alimentazione, gli autori presentano alcuni strumenti psicometrici per la valutazione psicopatologica dell’obesità e alcune prospettive di intervento che comportano l’impiego di nuove tecnologie, tra cui segnaliamo il Biofeedback Training e l'utilizzo della realtà virtuale.
Le novità del volume Il volume, oltre ad analizzare il rapporto tra obesità, espressione delle emozioni, soddisfazione di vita e relazioni familiari, introduce due nuovi elementi di analisi:
1. Il legame tra obesità e mente attraverso la percezione corporea Perché la maggior parte delle persone si mette a dieta? La risposta è molto semplice: perché è insoddisfatta del proprio corpo. Ma al contrario di quanto molti di noi pensano, la nostra percezione del corpo non è oggettiva, ma sempre mediata dal nostro sistema cognitivo. Infatti, l'immagine del corpo è qualcosa di più di una percezione o di uno schema: è una forma strutturante, è uno spazio espressivo legato al nostro essere parte di un gruppo sociale:
La percezione corporea, che include sia le sensazioni e le
emozioni legate al corpo (immagine
corporea), sia la mappa mentale del nostro corpo nel cervello
(schema corporeo), è infatti
elastica e continuamente sottoposta ed
influenzata dagli stimoli ambientali. In particolare numerosi studi
hanno dimostrato che la
visione di modelle magre sui canali musicali ,
nei media e in particolare nelle
soap opera e nei film o
nelle riviste altera la percezione corporea producendo un aumento
del livello di insoddisfazione corporea. Questo processo, recentemente
definito
auto-oggettivazione (self-objectification), sembra essere provocato
dalla influenze di tipo culturale e
tende a ridursi con l'aumento dell'età indipendentemente dal peso reale
del soggetto. Si rimanda ai capitoli 2 e 3
del volume per un'analisi più approfondita di questi concetti. Solo che se il problema è nella percezione corporea, anche quando la dieta ha successo e il soggetto perde peso, l'insoddisfazione rimane comunque. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che l'insoddisfazione corporea non è correlata al proprio peso reale. Per questo, molte persone iniziano un lungo ciclo di diete e di recupero di peso che viene normalmente chiamato "sindrome dello yo-yo". Il risultato finale è di solito l'obesità. Nel volume sono presenti una serie di strumenti per valutare il livello di insoddisfazione corporea che permettono di verificare se il problema è legato al corpo o alla mente.
Nel caso di un problema legato alla percezione corporea non basta fare attività fisica o mettersi a dieta. Occorre una vera e propria terapia corporea. Accanto alle terapie tradizionali cognitivo comportamentali o visuo-motorie il volume propone un approccio basato sulla realtà virtuale.
2. Il legame tra obesità e mente attraverso la dopamina Un recente studio pubblicato da Lancet (Wang e colleghi, 2001), ha evidenziato mediante l’uso della PET – Tomografia ad emissione di Positroni - che i soggetti obesi hanno una carenza di recettori della dopamina direttamente proporzionale all’indice di massa corporea (B.M.I.): maggiore è l’indice di massa corporea, minore è il numero di recettori (Figura 1). La mancanza di recettori di dopamina, il neuro-trasmettitore responsabile delle sensazioni di soddisfazione e di piacere, è tipica delle forme di dipendenza ed è stata riscontrata anche nel cervello dei tossico-dipendenti o degli alcolisti (Figura 1). Sviluppando ulteriormente questo filone di ricerca il Brookhaven National Laboratory di Upton, USA, ha verificato che la dopamina svolge un ruolo nella motivazione al cibo, indipendente da quello svolto nella regolazione del piacere, collegato agli elementi emozionali e di controllo tipici del comportamento alimentare (Volkow e colleghi, 2003).
Figura 1: La presenza di recettori di dopamina in soggetti obesi, normali e con forme di dipendenza (Immagine adattata da Wang et al. 2001). Le conseguenze di questo studio per la comprensione del fenomeno obesità sono diverse. Da una parte la spinta alla sovra-alimentazione potrebbe essere indotta dalla necessità di stimolare più intensamente i circuiti del piacere nel cervello. Inoltre, è da tempo noto che l’esercizio fisico interviene anche nei circuiti dopaminergici e può pertanto giovare su questo fronte. Ciò spiegherebbe il vantaggio offerto da una costante attività fisica indipendentemente dal maggiore consumo calorico. Infine, la presenza ridotta di recettori della Dopamina potrebbe spiegare il minore livello di auto-efficacia presente nei soggetti obesi e la difficoltà di questi pazienti nel mantenere i risultati della dieta nel lungo termine. Infatti, una minore capacità di provare soddisfazione e piacere riduce la possibilità di ottenere rinforzi positivi nell’interazione con l’ambiente riducendo l’autostima e l’auto-efficacia. Ciò porta ad un circolo vizioso: il soggetto obeso deve ingerire maggiori quantità di cibo per stimolare i circuiti del piacere nel cervello che non vengono attivati a sufficienza dall’interazione con l’ambiente. Tale situazione è simile a quella dei soggetti con tossicodipendenza.
L'uso della realtà virtuale (RV) nel trattamento dell'obesità consente di strutturare una gran quantità di stimoli controllati e contemporaneamente di poter monitorare le possibili risposte generate dal fruitore del programma. La RV introduce infatti un cambiamento significativo nel tradizionale rapporto tra cliente e terapeuta. La RV porta il paziente ad affrontare con più efficacia le esperienze passate, attraverso la memoria, e a temere di meno le esperienze future, attraverso l’immaginazione. Il terapeuta, utilizzando la RV all'interno di un protocollo standard, si sente più efficace e in grado di intervenire in maniere più incisiva sul decorso del disagio del proprio cliente. Allo stesso tempo il soggetto in trattamento percepisce il vantaggio di poter ricreare e di poter usufruire di un vero e proprio mondo esperienziale fra le mura dello studio clinico del proprio terapista. Oltre a consentire di intervenire sugli aspetti psicologici dell’autoefficacia, la realtà virtuale potrebbe permettere di modificare anche gli aspetti neuropsicologici. Le possibili aree di intervento sono tre:
Una valutazione indipendente del potenziale della realtà virtuale in
questo ambito è stata recentemente pubblicata dall'International
Journal of Eating Disorders:
The use of alternative delivery systems and new technologies in the
treatment of patients with eating disorders (2004). L'articolo
afferma: "In summary, VR technology offers an innovative approach to the
treatment of body image disturbance, a difficult concept to address in
therapy" (p. 140). La soluzione presentata nel volume Partendo da queste premesse, il volume (Capitolo 13) descrive le caratteristiche e una valutazione clinica della Terapia Esperienziale Integrata (TEI), un trattamento integrato e multidisciplinare dell’obesità e dei disturbi alimentari, che integra il tradizionale approccio cognitivo comportamentale con l’impiego della realtà virtuale. Questo tipo di approccio è stato sviluppato come supporto al programma di trattamento dei pazienti obesi ricoverati presso l'Ospedale S. Giuseppe di Piancavallo, VB, dell'Istituto Auxologico Italiano. Per informazioni sulle prenotazioni*, premere QUI. Sotto: La Realtà Virtuale nella Riabilitazione dell'Obeso. Intervento del Prof Giuseppe Riva al convegno dell'Istituto Auxologico Italiano "La riabilitazione nel cardiopatico e nell'obeso" presso il Palazzo delle Stelline, Milano, 4 giugno 2008
*N.B. La terapia con realtà virtuale è
ancora in fase sperimentale. Per questo motivo, non viene
applicata a tutti i pazienti che vengono ricoverati all'Ospedale S.
Giuseppe di Piancavallo, ma solo a quelli con un quadro clinico
compatibile e inseriti nel protocollo sperimentale.
COMPRA IL VOLUME ON-LINE con IBS.it 3. Per approfondire il legame tra mente e nuove tecnologie Per chi fosse interessato a comprendere di più il legame tra mente, corpo e nuove tecnologie, è disponibile il volume Psicologia dei Nuovi Media. L'autore, Giuseppe Riva, ha cercato nel volume di rispondere ad una domanda centrale per chi è interessato alle nuove tecnologie: Ma che cosa cambia nel nostro modo di comunicare, interagire, studiare e curare con l'introduzione dei nuovi media? Nel panorama degli studi che affrontano queste tematiche troviamo per lo più risposte a domande specifiche: come creare una comunità virtuale, come attirare visitatori su un sito, come sviluppare un'interfaccia usabile. Nell'intento di superare questo approccio settoriale, il volume illustra una nuova prospettiva, la "teoria dell'inter-azione situata", che, pur non trascurando gli aspetti applicativi, vuole collocare i nuovi media all'interno di un quadro teorico più ampio, legato alla totalità dell'esperienza umana. L'autore sceglie come punto di riferimento le ultime scoperte e riflessioni della "psicologia dei nuovi media". Al centro di questa disciplina vi sono la comprensione, la previsione e l'attivazione dei processi di cambiamento generati a livello individuale e sociale dall'interazione con i nuovi media comunicativi. Chiamata anche "ciberpsicologia", essa integra al suo interno in una visione generale le più recenti acquisizioni delle neuroscienze, delle scienze cognitive, della psicologia culturale e della comunicazione. COMPRA IL VOLUME ON-LINE con IBS.it In alternativa segnaliamo il volume La Realtà Virtuale in Psicologia Clinica.
Come abbiamo appena visto, gli ambienti ricreati mediante le tecnologie di realtà virtuale possono rappresentare un ulteriore contesto di interazione sociale attraverso il quale è possibile sperimentare emozioni e azioni, per far rivivere agli utenti le proprie paure, le difficoltà, i comportamenti disfunzionali e per far risaltare, nel contesto protetto di un laboratorio sperimentale o di uno studio clinico, il materiale cognitivo che ne sta alla base. Per queste ragioni anche la Psicologia, così come ormai da decenni la Medicina, può avvalersi della realtà virtuale come moderno strumento per l’assessment, la diagnosi e l’intervento. A dimostrazione del corpus teorico descritto nei primi capitoli, gli autori illustrano nella seconda parte i risultati di una ricerca clinica a carattere multi-centrico, sul trattamento psicologico del Disturbo di Panico con Agorafobia (DPA). Il trial clinico controllato evidenzia che la terapia del DPA assistita mediante la realtà virtuale consente di ottenere risultati efficaci in tempi più brevi rispetto alle terapie classiche.
Per stimolare la ricerca e l’impiego clinico della RV viene allegato
al volume un prezioso CD-ROM che contiene una versione funzionante
di VEPDA (Virtual Environments for Panic Disorders with Agoraphobia) -
l’applicazione di realtà virtuale utilizzata dagli autori per condurre
le ricerche presentate. Il volume, scritto e curato con grande rigore
metodologico e prima esperienza organica in Italia, è indirizzato a
quanti, psicologi, psicoterapeuti, ricercatori e studenti non si
accontentino di stare a guardare ciò che accade intorno a loro, ma
vogliano sperimentare nuovi strumenti e metodi per la cura della
sofferenza psichica. COMPRA IL VOLUME ON-LINE con IBS.it
4. SESTO RAPPORTO SULL'OBESITA' IN ITALIA, per capire di più il legame tra mente e obesità Per chi fosse interessato a comprendere di più il legame tra mente, corpo e obesità, è disponibile il volume Sesto Rapporto sull'Obesità in Italia.
La tesi fondamentale che emerge dai capitoli del volume dedicati alla fisiopatologia dei rapporti tra cervello e obesità è che esistono complessi circuiti tra la periferia tessuto adiposo e aree cerebrali localizzate prevalentemente nell’ipotalamo; dal tessuto adiposo e dall’intestino vengono prodotti ormoni che inviano al sistema nervoso centrale segnali di tipo fame/sazietà e/o metabolico. Questi segnali vengono elaborati dall’ipotalamo, integrati con aree superiori e trasformati quindi in risposte di tipo omeostatico nel soggetto normale; questi circuiti possono essere alterate a vari livelli e determinare quindi obesità. Modifiche del comportamento alimentare che portano all’obesità possono anche essere dovute ad alterazioni funzionali dei sistemi di neurotrasmissione. Una disregolazione dopaminergica chiamata sindrome “da deficienza di gratificazione” è stata chiamata in causa nello sviluppo dell’obesità. Ancora, vi sono interessanti studi sul coinvolgimento degli oppioidi e dei cannabinoidi. Questi ultimi hanno importanti interazioni funzionali con i circuiti cerebrali coinvolti nei circuiti del piacere e della dipendenza. Un recentissimo studi italiano ha messo in relazione l’indice di massa corporeo con un polimorfismo dei recettori di questo sistema. Il sistema endocannabinoidi risulta iperattivo nell’obesità di tipo viscerale sia a livello centrale che del tessuto adiposo
Enrico
Molinari
Hanno collaborato: COMPRA IL VOLUME ON-LINE con IBS.it
11
PARTE II. PSICOLOGIA E OBESITA' 4. L'obesità nell'infanzia e nell'adolescenza 109
PARTE PARTE IV. NUOVE PROSPETTIVE NEL TRATTAMENTO DELL'OBESITA' 12. Utilizzo del Biofeedback Training in un trattamento
Un capitolo del volume: 2. Le rappresentazioni corporee Scarica GRATIS il capitolo (Formato PDF)
Scarica GRATIS il
testo del questionario DIET (Formato PDF).
Scarica GRATIS il
testo del questionario BSS e quello del
BIAQ (Formato PDF).
Scopri che cos'è il biofeedback - Per provare il biofeedback a casa propria con meno di 200€. Scopri che cos'è la terapia cognitivo esperienziale Prova la realtà virtuale COMPRA IL VOLUME ON-LINE con IBS.it
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PROVA LA REALTA' VIRTUALE ORA...
A questo punto hai tre possibilità davanti a te:
- creare il TUO ambiente virtuale utilizzando NeuroVR, il programma open source che consente anche ai non esperti di creare ambienti virtuali immediatamente. Ecco che cosa puoi creare:
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- provare subito la realtà virtuale on-line;
- scaricare uno degli ambienti virtuali utilizzati all'interno della Terapia Cognitivo Esperienziale e provarlo off-line (il file è di 45,5 MB - Richiede oltre un'ora con un modem da 56Kb - Funziona solo su Pentium III/IV con 128 MB Ram, Scheda Grafica e processore da 1.5 Ghz) .
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Per muoversi interattivamente all'interno delle scene 3D o per modificarle è necessario installare:
L'elenco dei diversi ambienti virtuali che è possible provare è consultabile qui: http://www.int3d.com/scenes3d-it.html
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Il file è di 45,5 MB Scaricarlo richiede oltre un'ora con un modem da 56, poco meno di 10 minuti con modem ADSL 640 Funziona SOLO su Pentium III/IV con 128 MB Ram, Scheda Grafica e processore da 1.5 Ghz. (Leggere Prima dell'uso). L'uso clinico di un ambiente virtuale richiede l'applicazione di un protocollo clinico standardizzato da parte di personale specializzato. Non è possibile utilizzare clinicamente l'ambiente virtuale senza il supporto di un terapeuta. |
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GLI STUDI PUBBLICATI...
La Terapia Esperienziale Integrata (chiamata anche Terapia Cognitivo Esperienziale) è una terapia integrata, attualmente in fase sperimentale, che prevede sia attività individuale che di gruppo.
Il lavoro individuale viene
effettuato mediante reattivi psicometrici, colloqui psicologici di supporto
settimanali, sedute di valutazione e terapia realizzate mediante realtà virtuale
(RV), valutazione e controllo dietologico e farmacologico.
Il lavoro di gruppo riguarda invece sia specifici percorsi in area psicologica,
come avviene nel Training per lo sviluppo e l’acquisizione di competenze
assertive, o nel Training per la valutazione e il consolidamento della
motivazione al cambiamento, sia la capacità di conoscere ed affrontare gli
aspetti nutrizionali dell’alimentazione, come avviene durante i Gruppi
Psico-Nutruzionali.
Oltre all’integrazione tra le diverse figure professionali coinvolte nel trattamento la Terapia Cognitivo Esperienziale è in grado, attraverso l’impiego della realtà virtuale, di affrontare in modo nuovo il trattamento dei disturbi dell'immagine corporea e la motivazione al cambiamento. La RV può infatti essere descritta come una "tecnica cognitiva", una tecnica cioè ideata per influenzare i processi cognitivi dei pazienti. Rimandiamo al Capitolo 13 del volume per una descrizione più dettagliata delle caratteristiche di questo approccio.
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SCIENCE:
TeleTherapy for Eating Disorders, JAMA:
Fake
worlds offer real medicine, Abbiamo presentato il
nostro approccio all'American National Institute of Health:
L'ultimo trial clinico pubblicato
(211 soggetti con follow-up a 6 mesi):
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La verifica sperimentale del possibile impiego della Terapia Esperienziale Integrata come strumento di supporto ad una terapia combinata dei disturbi alimentari è l’obiettivo principale del progetto del Ministero della Ricerca e dell’Università FIRB NeuroTiv – Managed care basata su telepresenza immersiva virtuale per l'assessment e riabilitazione in psicologia clinica - e dei progetti di ricerca europei VREPAR - Virtual Reality Environments in Psycho-Neuro-Physiological Assessment and Rehabilitation - e VEPSY Updated - Telemedicine and Portable Virtual Environments for Clinical Psychology (http://www.vepsy.com).
Per l'innovazione clinica e l'efficacia terapeutica il progetto VEPSY è stato recentemente premiato all'interno dell E-health Award 2004 organizzato sotto l'egida della Comunità Europea come migliore progetto di Telemedicine e Home Care Italiano e Secondo Assoluto a livello europeo.
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eHealth award 2004: abbiamo vinto l'Honourable Mention Award |
In particolare il
principale risultato del progetto VEPSY è stato lo sviluppo di VEBEM - Virtual
Environment for the Modification of the Eating Behavior (Ambiente Virtuale per
la Modificazione del Comportamento Alimentare) - l’ambiente virtuale attualmente
utilizzato all’interno del protocollo clinico della TCE e descritto nel Capitolo
13 del volume. L’efficacia di VEBEM è stata verificata all’interno di diversi
studi clinici sperimentali e controllati (vedi sotto).
Questo nuovo approccio è disponibile in Italia SOLO all'interno del programma di trattamento integrato dei pazienti obesi realizzato dall’Ospedale S. Giuseppe di Piancavallo, VB, dell'Istituto Auxologico Italiano. Per informazioni sulle prenotazioni*, premere QUI.
*N.B. La terapia con realtà virtuale è ancora in fase sperimentale. Per questo motivo, non viene applicata a tutti i pazienti che vengono ricoverati all'Ospedale S. Giuseppe di Piancavallo, ma solo a quelli con un quadro clinico compatibile e inseriti nel protocollo sperimentale.
L’Istituto Auxologico Italiano è una Fondazione, ente senza scopo di lucro, che
ha come finalità la ricerca, la cura e la formazione in campo biomedico e
medico chirurgico, con particolare attenzione alle malattie auxologiche,
endocrino-metaboliche, cardiovascolari, pneumologiche, reumatologiche,
neurologiche. La personalità giuridica di diritto privato della Fondazione è
stata riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica del 6 dicembre
1963, n. 1883. Nel 1972. L’Istituto Auxologico Italiano è stato riconosciuto,
dai Ministeri della Sanità e della Pubblica Istruzione, Istituto di ricovero e
cura a carattere scientifico e confermato in tale qualifica in ogni successivo
quinquennio.
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Come combattere l'obesità (Ministero della Sanità)
Il problema dell’obesità è
tra le priorità del Ministero della salute nel Piano sanitario nazionale
2002-2004. In particolare, il Progetto-obiettivo 9 “Promuovere gli stili di
vita salutari, la prevenzione e la comunicazione pubblica sulla salute”, si
propone di sensibilizzare la popolazione affinché ciascuno adotti un corretto
modello alimentare in modo tale da ridurre i fattori di rischio ed aumentare la
capacità di controllare, mantenere e migliorare il proprio stato di salute.
Bambini malati d'obesità: cosa fare? file in formato PDF - 2.5MB (Istituto Auxologico Italiano)
Presentati i dati
annuali della ricerca 2003-2004 sull’obesità in Italia dell’Istituto Auxologico
Italiano - Il 30-35 per cento dei bambini italiani è sovrappeso e il 12-15 per
cento obeso.
Strategic Plan for NIH Obesity Research (US National Institute of Health)
L'obiettivo del piano strategico attivato dal
National Institute of Health
americano a partire dall'agosto 2004 è quello di coordinare la ricerca
sull'obesità cercando di individuare le linee di ricerca più innovative e di
collegarle fra loro.
Il recente documento, che sviluppa le idee
contenute
nella prima versione delle linee guida (file PDF),
riassume le strategia elaborate dall' "International
Association for the Study of Obesity" per combattere il fenomeno dell'obesità,
con particolare riferimento all'obesità infantile.
Obesity - Preventing and Managing the Global Epidemy Executive Summary in formato PDF (World Health Organization)
Il documento è un riassunto del
volume
realizzato nel
2000
dalla World Health Organization che presenta l'opinione di 30 esperti del
settore su come combattere il fenomeno dell'obesità.
Diet and physical activity: a public health priority (World Health Organization)
Il documento presenta la strategia elaborata a fine
2003 dalla World Health Organization per ridurre a livello mondiale il rischio
di obesità. Elementi chiave della strategia sono una dieta bilanciata e una
frequente attività fisica.
FAO's
priorities: First hunger, then obesity (Food and Agricolture Organization)
L'obesità viene descritta come il risultato di una serie di
cambiamenti nelle modalità di nutrizione e di attività fisica. Una delle
strategie elaborate dalla FAO è la creazione di una nuova generazione di cibi
che possano combatte il "junk food" e offrire un migliore contenuto
nutrizionale.
Le linee guida pubblicate nel
1998 riguardano l'identificazione, valutazione e trattamento del sovrappeso e
dell’obesità negli adulti. Sono scaricabili in vari formati, inclusi i palmari
PALM.
The
Surgeon General's Call to Action to Prevent and Decrease Overweight and Obesity
(US Surgeon General)
Il documento realizzato nel 2001 presenta la strategia elaborato dal Ministero
della Sanità americano per combattere il problema dell'obesità. Include anche
una serie di
linee guida relative ad attività fisica e alimentazione.
European Health report 2002
(OMS), il rapporto sulla salute in Europa
nell'anno 2002, pubblicato dall’ Ufficio Regionale Europeo dell’OMS
Nel rapporto l’obesità è definita come una vera e propria
epidemia estesa a tutta la Regione Europea. “In molti Paesi europei -
si legge - più della metà della popolazione adulta si trova al di sopra
della soglia di “sovrappeso” e circa il 20-30% degli individui adulti rientra
nella categoria degli obesi (“clinically obese”). L’obesità infantile è in
continuo aumento e, in molti Paesi europei, un bambino su cinque è affetto da
obesità o sovrappeso. Un preoccupante dato di fatto è rappresentato dalla
persistenza dell’obesità infantile nell’età adulta, con conseguente aumento dei
rischi per la salute. Un altro aspetto del problema è quello delle ripercussioni
psicologiche: infatti, l’obesità infantile comporta spesso una diminuzione
dell’auto-stima e persino sindromi depressive”.
The Health Status of the European Union 2003 File in formato PDF (European Commission)
Il rapporto identifica
nella dieta, nella nutrizione e nell'attività fisica tre fattori che nel breve
termine possono modificare a livello globale la salute dei cittadini europei.
Overweight and Obesity (US National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion) , il rapporto sulla situazione dell'obesità negli Stati Uniti
Uno dei principali obiettivi del sistema sanitario
americano è quello di ridurre la prevalenza dell'obesità nel paese a meno del
15%. Tuttavia la situazione sta peggiorando rapidamente. Nel 1991 solo 4 degli
stati americani avevano una percentuale di obesi tra il 15 e il 19% e nessuno
superava il 20%. Nel 2001 20 degli stati americani avevano una percentuale
di obesi tra il 15 e il 19% ben 22 superavano il 20%. Oggi , su tutto il
territorio americano la percentuale media di obesi supera il 21%.
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